La Kiev funziona…

Uno scatto di prova con la Kiev 4.
La macchina non ha assolutamente problemi (a parte l’esposimetro che non funziona, ma pretendere che un esposimentro al CdS del 1959 funzioni ancora adesso e’ un pò assurdo), il telemetro è a posto.
Pronti, via!

Kiev 4

Nuovo arrivo fotografico: una Kiev 4, copia russa della Contax III.
Ho scattato un primo rullino, stasera dovrei andare a ritirare lo sviluppo, vediamo che ne esce fuori. A occhio forse e’ necessario il riallineamento del telemetro. In Kiev Survival Guide ho trovato come fare, anche se spero non sia necessario.

Io amo il 25 aprile

Amo il 25 aprile perché è una vera festa di popolo.
E’ la festa di chi ha lasciato da parte la propria appartenenza politica per unirsi (salvo purtroppo alcuni casi schifosi) per cacciare un regime liberticida ed un occupante criminale.
E’ la giornata che ricorda la primavera di libertà del 1945.
E’ un giorno che amo.

Zorki Ia

Sto provando in questi giorni una vecchia Zorki Ia (una copia sovietica di un’altra macchina sovietica, la Fed, a sua volta copia della Leica II) equipaggiata con un Industar 50 mm f/3.5 collassabile.
Devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, a parte il telemetro dalla visibilità un pò scarsa e dal dover spostare l’occhio dal mirino telemetrico a quello dell’inquadratura e all’otturatore decisamente rumoroso. La macchina si tiene bene in mano, la presa è salda e la qualità ottica dell’obiettivo è tutt’altro che malvagia, come da esempio allegato, soprattutto dal punto di vista della nitidezza. Ovvero come ottiche di decenni fa possono ancora dire la loro…
Alla scansione NON ho applicato maschera di contrasto, ho solo aggiustato i livelli colore. Direi che in quanto a nitidezza a f/11 (diaframma di scatto) l’ottica lavori piu’ che bene.

Dedicato a tutti coloro…

… che sono morti in montagna e pianura per la libertà. Comunisti, socialisti, cattolici, liberali, azionisti, monarchici ed anarchici: perchè la Resistenza fu un’esperienza condivisa da chi amava la libertà e non ha voluto svendersi agli occupanti tedeschi e ai fascisti.
Dedicato anche a tutti quelli che cercano in un modo o nell’altro di oscurare la Resistenza ed il 25 aprile, di spacciarla come una guerra civile e di mettere sullo stesso piano repubblichini e partigiani. Dedicato ai deputati che vogliono riscrivere la storia per cancellare due anni di riscatto dopo un ventennio liberticida di ignominia.

Domani farò il bamba

Egregio direttore Feltri,

dalla prima pagina del suo giornale di oggi lei dà dei “bamba” (ovvero stupidi, in milanese) a coloro che domani festeggeranno il 25 aprile nelle piazze d’Italia.

Sappia che sono contento di essere un “bamba”, perchè figlio e nipote di persone che hanno preferito usare il proprio cervello e non svendere la propria dignità non piegandosi al fascismo. Mio nonno paterno, operaio socialista, fu pestato a sangue da una squadraccia nel suo paese della cintura milanese perchè rifiutò di rinnegare le sue idee e di prendere la tessera del Partito.

Suo figlio, mio padre, si nascose per non essere arruolato a forza tra i Repubblichini, fiancheggiatori delle troppe di occupazione naziste e spesso correi dei loro atti criminali. E mio padre mutuò dal suo la coerenza, rinunciando negli anni a venire magari a carriera, comodità e lussi per non infangarsi con giri loschi a livello politico.

Certo, per lei saranno dei “bamba” persone così, che si lasciano picchiare pur di non prendere una tessera, che rischiano la fucilazione se scoperti in quanto renitenti, se rinunciano al benessere se ciò porta a dei compromessi con l’onestà e la coerenza.

E per lei, che ai suoi giornali allega libri su Mussolini, saranno sicuramente dei bamba quei ragazzi e quegli uomini che l’9 settembre 1943 hanno lasciato la loro famiglia per i monti, hanno vissuto in semiclandestinità nelle città, sono stati torturati e hanno perso la vita per avere un’Italia libera dalla dittatura fascista.

Per lei Duccio Galimberti, Eugenio Curiel, Giovanni Pesce e tante decine di migliaia come loro sono dei bamba? Per quanto mi riguarda domani sarò in piazza anche per loro, non solo per me.

E preferisco essere un bamba piuttosto che un suo lettore.

Distinti saluti

Verso il 25 aprile

Usare le Contax in completo automatismo con ottiche non-MM

I corpi Contax a pellicola, mi pare dalla 159 in poi, possono essere utilizzati in completo automatismo (e non solo a priorità di diaframmi) con le ottiche Zeiss MM (Multi Mode).

E’ tuttavia possibile utilizzarle anche con ottiche Zeiss non MM e pure con le ottiche Yashica con una piccolissima modifica che non altera estetica e funzionamento della macchina.

L’esempio qui sotto è fatto con la Contax 167 MT (macchina che possiedo) e non dovrebbe variare anche per gli altri corpi predisposti per le ottiche MM
.

Si tratta semplicemente di spostare con un oggetto appuntito (es. cacciavite) la levetta che si trova alla sinistra del bocchettone porta ottiche e nello spazio che si crea infilarvi una piccola zeppa sagomata in un materiale robusto (es. plastica) in modo da lasciare questo interruttore sempre attivato (vedi foto per la posizione della levetta, indicata dall a linea di colore viola, foto tratta dal manuale della Contax 167 MT)

Nell’uso pratico sarà possibile attivare grazie a questa modifica i programmi TV, Program, Program High e Program Low agendo sui tasti predisposti (consultare il manuale). Contemporaneamente e’ NECESSARIO ricordarsi di portare il diaframma dell’ottica alla massima chiusura prima di effettuare la misurazione esposimetrica e di conseguenza la foto, operazione che va fatta comunque anche sulle ottiche MM sulle quali il diaframma minimo è evidenziato in verde proprio per questa funzione.

Naturalmente declino ogni responsabilità per danni eventualmente causati dall’uso di questo piccolo trucchetto :-)

Alla fine ce l’hanno fatta…

Quello che nella DIA era dichiarato come ristrutturazione di fabbricato esistente e costruzione di autorimesse e laboratori poi divenne nella realta’ una demolizione totale ed una edificazione di villette a schiera.
Un consigliere comunale dei Verdi riusci’ a bloccare i lavori presentando un esposto, mentre il comune se ne stava bellametne zitto.
Ad un anno di distanza, come pubblicato da “Il Diciotto”, il comune ha autorizzato la modifica della DIA e la costruzione in regime di sanatoria delle villette a schiera proprio di fronte alla cava Cabassi del parco delle Cave. E tutto cio’ nonostante il cantiere si trovi a meno di 10 metri da un fontanile, in piena violazione di un regio decreto legge dei primi anni del ‘900 ancora in vigore.

Ormai il precedente e’ stato creato, e il parco delle cave, almeno per la zona rimessa a posto, e’ di grande appetibilita’ per speculatori edilizi e palazzinari che potranno costruire e vendere a prezzi piu’ elevati.
Con buona pace del parco delle Cave.
Perche’ a Milano gli immobiliaristi devono averla sempre vinta?

Caduti per la democrazia e la libertà

Ieri a Milano sono stati commemorati i caduti nella guerra dell’operazione Barbarossa, ovvero l’invasione italo-tedesca del suolo sovietico nell’ultima guerra mondiale.

L’ineffabile vicesindaco di Milano, De Corato, ha detto che “i caduti in Russia sono morti per la liberta’ e la democrazia”. Per carita’, massimo rispetto per ragazzi che sono stati mandati (e
loro molto probabilmente non ci volevano andare…) a morire come mosche in situazioni ambientali estreme, male armati e peggio equipaggiati. Ma inventarsi che siamo “morti per la liberta’ e la democrazia” i componenti di una missione militare di aggressione ed invasione di un paese straniero (che non aveva aggredito l’Italia), al fianco di un alleato come quello nazista, protagonista di crimini efferati sul suolo invaso, inviati oltretutto da una dittatura, mi pare decisamente troppo…

Oltretutto queste frasi vengono fuori da personaggi che vorrebbero seppellire insieme nello stesso sacrario partigiani e militi della RSI, che non presenziano alle cerimonie ufficiali come quella del 2 novembre al campo della gloria del cimitero Maggiore di Milano in ricordo dei caduti della resistenza, e neppure alla manifestazione della giornata della memoria. A queste ultime due ha presenziato solo il presidente del consiglio comunale: della giunta milanese non c’era nessuno.

Nuova macchina

Sono fortemente tentato da questa macchina:

Dirkon;.

Quasi quasi…

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