Caduti per la democrazia e la libertà

Ieri a Milano sono stati commemorati i caduti nella guerra dell’operazione Barbarossa, ovvero l’invasione italo-tedesca del suolo sovietico nell’ultima guerra mondiale.

L’ineffabile vicesindaco di Milano, De Corato, ha detto che “i caduti in Russia sono morti per la liberta’ e la democrazia”. Per carita’, massimo rispetto per ragazzi che sono stati mandati (e
loro molto probabilmente non ci volevano andare…) a morire come mosche in situazioni ambientali estreme, male armati e peggio equipaggiati. Ma inventarsi che siamo “morti per la liberta’ e la democrazia” i componenti di una missione militare di aggressione ed invasione di un paese straniero (che non aveva aggredito l’Italia), al fianco di un alleato come quello nazista, protagonista di crimini efferati sul suolo invaso, inviati oltretutto da una dittatura, mi pare decisamente troppo…

Oltretutto queste frasi vengono fuori da personaggi che vorrebbero seppellire insieme nello stesso sacrario partigiani e militi della RSI, che non presenziano alle cerimonie ufficiali come quella del 2 novembre al campo della gloria del cimitero Maggiore di Milano in ricordo dei caduti della resistenza, e neppure alla manifestazione della giornata della memoria. A queste ultime due ha presenziato solo il presidente del consiglio comunale: della giunta milanese non c’era nessuno.

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