Archive for the 'antifascismo' Category

Eccoti le impronte

E intanto la Croce Rossa Italiana si presta come spalla, come già fa nella gestione dei lager chiamati CPT, allo stato italiano.

Massimo Barra, the head of the Italian Red Cross, insisted that the aim was to integrate Roma people into Italian society. If children were fingerprinted, it would be done “as a game”, he said. Mr Barra said the Red Cross “always respects human rights. We are building bridges, not walls.”

Da The Times, 5 luglio 2008

As a game, come un gioco. Schedare i bambini spacciando l’odiosa operazione come un gioco.

Anche i nazisti caricavano le piccole vittime dei lager, prima di costruire le camere a gas, su furgoni con finti finestrini raffiguranti bambini festanti, poi una volta chiuse le porte venivano asfissiati coi gas di scarico.

E ricordiamoci che la Croce Rossa Internazionale nelle sue ispezioni ai lager nazisti non vide mai nulla…

Come l’estate di settant’anni fa

11 agosto 1938: censimento degli ebrei italiani
Estate 2008: censimento di rom e sinti

Tutto giustificato come protezione nell’interesse dei censiti.
Lo sappiamo tutti come andò a finire 70 anni fa.

Un interessante post dal blog di Gad Lerner

Credevo esagerasse, ma…

Lo scorso 25 aprile durante la manifestazione per la festa della Liberazione vidi un cartello che ammoniva al ritorno del fascismo dal 2008.
Sinceramente credevo esagerasse un pò: si, Berlusconi si circonda di gentaglia, fa discorsi potenzialmente pericolosi, ma fascista proprio…

E invece mi devo ricredere.
Certo non è il fascismo del fez e della camicia nera, dell’orbace e del balcone di palazzo Venezia (le tv ormai l’hanno sostituito), del duce che miete in grano e del colonialismo.
Ma intanto possiamo vedere già i primi provvedimenti razziali, giusto a 70 anni di distanza dalle infami leggi fasciste che sancirono l’emarginazione degli ebrei dalla società italiana.
Il reato di immigrazione clandestina, voluto da alcuni come “necessario”, le schedature di massa nei campi rom, e ora il ministro Maroni che farfuglia di impronte digitali prese coattivamente anche ai bimbi rom, giustificandolo come garanzia nei loro confronti. perché così, a suo dire, si potrà scoprire la famiglia di chi manda ad elemosinare o a rubare i figli.
Il tutto buttando tutti i rom in un unico calderone di pregiudizi che li vogliono come unicamente addetti al furto e all’accattonaggio; ovvero: per prenderne alcuni che sono delinquenti, etichettiamo tutti i rom, gli appiccichiamo su una specie di moderna stella gialla. Un pò come dire: tutti i napoletani sono camorristi, tutti i siciliani sono mafiosi.
Fa un pò specie però sentire le levate di scudi soltanto per la volontà di schedare i bimbi: e perchè non indignarsi anche per la schedatura degli adulti?
Provate ad immedesimarsi in una situazione simile: alle cinque del mattino arriva la polizia in casa vostra. Vi tira giù dal letto, magari anche sotto la minaccia delle armi.
Vi identifica, vi scatta fotografie al volto e ai documenti (come se negli archivi comunali e statali non vi fossero le copie), vi prende le impronte digitali.
Un trattamento degno di uno stato di polizia, di una dittatura.
Eppure è quello che è successo in un paio di campi rom qualche giorno fa a Milano, oltretutto anche nei confronti di Sinti di cittadinanza italiana, quindi italiani a tutti gli effetti, rei solo di voler vivere come loro preferiscono (e anche come gli viene consentito di fare, visto che spesso sono trattati come appestati).
Davanti a casa mia c’è una casa popolare. Alcuni degli abitanti di questa casa hanno conosciuto la prigione. Che dire se un giorno la polizia arrivasse e schedasse TUTTI gli abitanti della casa?
Eppure sono cose che si fanno o si faranno coi rom. E sono provvedimenti fascisti.

L’altra cosa che mi fa pensare al ritorno fascista è la vicenda dell’impiego dell’esercito.
Non tanto quella proclamata ai quattro venti, seppur pericolosa, dell’impiego dell’esercito per compiti di ordine pubblico nelle città per un periodo di 6 mesi, prorogabile una volta. Che comunque resta una pagina altamente vergognosa e indegna di uno stato che si vorrebbe definire democratico.
Del resto i militari con compiti di ordine pubblico li abbiamo già: i carabinieri, che sono anche polizia militare. E siamo uno dei pochi paesi al mondo che hanno militari addetti anche all’ordine pubblico. Altri casi si verificano solo in Sudamerica, ad esempio in Cile.
Quello molto più preoccupante è il proclama fatto da Berlusconi nel suo intervento alla Confesercenti (che ha fatto notizia solo per i suoi quotidiani insulti ai magistrati), ovvero il promettere di usare l’esercito per contrastare il dissenso popolare, perché a suo dire “le opere vanno fatte perché decise da un governo eletto dai cittadini”. Messaggio neanche tanto velato inviato al popolo della Val di Susa che si oppone alla TAV e ad altri come loro. Chissà, magari anche rivolto a contestazioni di un futuro G8, come se quando accaduto con la vergognosa repressione poliziesca del 2001 sia cosa da vantarsi.

Germania 1933 o Italia 2008?

Un emendamento dei relatori al decreto sicurezza punta a togliere dalle strade le prostitute che inserisce nell’elenco delle “persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità”.
La proposta che viene dai relatori del decreto -i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, Berselli e Vizzini -prevede che la categoria delle prostitute venga inserita accanto a quella di oziosi, vagabondi, delinquenti abituali, sfruttatori di prostitute e minori e spacciatori.

Da televideo.rai.it

Milano: inizia la schedatura dei rom
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina (oggi ndr), presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzecchi).

Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza” di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani” in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei “campi del Duce” di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.

“RICORDARE PER NON DIMENTICARE”
Sono passati sessant’anni ,ma le preoccupazioni,la percezione del pericolo. I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI. E’agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.

NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (VERGOGNA)… Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi… voci dal silenzio…
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l’internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)… mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino… VERGOGNA

MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO…
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia, di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani…

Milano, 05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi (Rom - medaglia d’oro al valor civico) - segreteria(AT)operanomadimilano.org

Da Mahalla

Dedicato a tutti coloro…

… che sono morti in montagna e pianura per la libertà. Comunisti, socialisti, cattolici, liberali, azionisti, monarchici ed anarchici: perchè la Resistenza fu un’esperienza condivisa da chi amava la libertà e non ha voluto svendersi agli occupanti tedeschi e ai fascisti.
Dedicato anche a tutti quelli che cercano in un modo o nell’altro di oscurare la Resistenza ed il 25 aprile, di spacciarla come una guerra civile e di mettere sullo stesso piano repubblichini e partigiani. Dedicato ai deputati che vogliono riscrivere la storia per cancellare due anni di riscatto dopo un ventennio liberticida di ignominia.

Domani farò il bamba

Egregio direttore Feltri,

dalla prima pagina del suo giornale di oggi lei dà dei “bamba” (ovvero stupidi, in milanese) a coloro che domani festeggeranno il 25 aprile nelle piazze d’Italia.

Sappia che sono contento di essere un “bamba”, perchè figlio e nipote di persone che hanno preferito usare il proprio cervello e non svendere la propria dignità non piegandosi al fascismo. Mio nonno paterno, operaio socialista, fu pestato a sangue da una squadraccia nel suo paese della cintura milanese perchè rifiutò di rinnegare le sue idee e di prendere la tessera del Partito.

Suo figlio, mio padre, si nascose per non essere arruolato a forza tra i Repubblichini, fiancheggiatori delle troppe di occupazione naziste e spesso correi dei loro atti criminali. E mio padre mutuò dal suo la coerenza, rinunciando negli anni a venire magari a carriera, comodità e lussi per non infangarsi con giri loschi a livello politico.

Certo, per lei saranno dei “bamba” persone così, che si lasciano picchiare pur di non prendere una tessera, che rischiano la fucilazione se scoperti in quanto renitenti, se rinunciano al benessere se ciò porta a dei compromessi con l’onestà e la coerenza.

E per lei, che ai suoi giornali allega libri su Mussolini, saranno sicuramente dei bamba quei ragazzi e quegli uomini che l’9 settembre 1943 hanno lasciato la loro famiglia per i monti, hanno vissuto in semiclandestinità nelle città, sono stati torturati e hanno perso la vita per avere un’Italia libera dalla dittatura fascista.

Per lei Duccio Galimberti, Eugenio Curiel, Giovanni Pesce e tante decine di migliaia come loro sono dei bamba? Per quanto mi riguarda domani sarò in piazza anche per loro, non solo per me.

E preferisco essere un bamba piuttosto che un suo lettore.

Distinti saluti

Verso il 25 aprile

Caduti per la democrazia e la libertà

Ieri a Milano sono stati commemorati i caduti nella guerra dell’operazione Barbarossa, ovvero l’invasione italo-tedesca del suolo sovietico nell’ultima guerra mondiale.

L’ineffabile vicesindaco di Milano, De Corato, ha detto che “i caduti in Russia sono morti per la liberta’ e la democrazia”. Per carita’, massimo rispetto per ragazzi che sono stati mandati (e
loro molto probabilmente non ci volevano andare…) a morire come mosche in situazioni ambientali estreme, male armati e peggio equipaggiati. Ma inventarsi che siamo “morti per la liberta’ e la democrazia” i componenti di una missione militare di aggressione ed invasione di un paese straniero (che non aveva aggredito l’Italia), al fianco di un alleato come quello nazista, protagonista di crimini efferati sul suolo invaso, inviati oltretutto da una dittatura, mi pare decisamente troppo…

Oltretutto queste frasi vengono fuori da personaggi che vorrebbero seppellire insieme nello stesso sacrario partigiani e militi della RSI, che non presenziano alle cerimonie ufficiali come quella del 2 novembre al campo della gloria del cimitero Maggiore di Milano in ricordo dei caduti della resistenza, e neppure alla manifestazione della giornata della memoria. A queste ultime due ha presenziato solo il presidente del consiglio comunale: della giunta milanese non c’era nessuno.

Siamo alle solite

L’ineffabile sindachessa Moratti ne ha fatta un’altra delle sue.

Il primo novembre ha disertato la commemorazione dei partigiani milanesi uccisi al Campo della Gloria presso il cimitero di Musocco.

La scusa è stata: “tanto c’era il presidente del consiglio comunale”.

Il giorno dopo si è recata sul luogo in forma privata, e dopo questa visita ha proseguito per il campo 10, dove sono sepolti i repubblichini. Alla fine la solita tiritera sulla riconciliazione mancata in Italia ma compiuta all’estero.

Ma che riconciliazione si può fare con gente che, contemporaneamente alla commemorazione del giorno prima al Campo della Gloria, stava al Campo 10 vestita in camicia nera, salutando romanamente e urlando slogan fascisti?

E poi il fatto che si sia compiuta all’estero e’ tutta da dimostrare. Certo in Germania ci sono stati i tribunali di denazificazione, con poche luci e molte ombre, (ma in Italia i tribunali di defascistizzazione sono clamorosamente mancati, tanto che ancora a fine anni ‘60, se non negli anni ‘70, in numerose strutture dello stato erano ancora presenti uomini del fascio: pensiamo ad esempio al questore di Milano Marcello Guida, uno fra i depistatori sulle indagini sulla Strage di Piazza Fontana, ai tempi del fascio direttore del confino di Ventotene; in Italia c’e’ stata l’amnistia firmata da Togliatti, amnistia che purtroppo ha fatto rima con amnesia. Una riconciliazione può esserci solo quando chi sbaglia ammette il proprio errore: continuare ad esaltare il ventennio e la RSI filonazista mi pare che invece sia perseverare nell’errore.

Trova la differenza

L’eliminazione totale dell’ebraismo dall’Europa non è una questione di morale, ma di sicurezza degli Stati. L’ebreo agirà sempre in modo rispondente al suo essere e al suo istinto razziale; non può fare diversamente. Come la doridofera delle patate ne distrugge i raccolti, perché questo é il suo imperativo, così l’ebreo distrugge gli Stati e i Popoli.(Joseph Goebbels, Praga, 20 novembre 1940)

“Vi ricorderete ancora della seduta al Reichstag in cui io affermai: qualora l’ebraismo si illuda di poter provocare una guerra mondiale per annientare le razze europee, il risultato non sarà l’annientamento delle razze europee, bensì l’annientamento dell’ebraismo in Europa. Voi mi avete sempre deriso per queste mie profezie. Ma di quelli che allora ridevano, oggi moltissimi non ridono più. Coloro che oggi ridono ancora, forse tra qualche tempo non rideranno più. Questa ondata si propagherà dall’Europa a tutto il mondo. Dell’ebraismo internazionale verrà riconosciuto tutto il demoniaco pericolo. Vi provvederemo noi nazionalsocialisti!” (Adolf Hitler, Berlino, 8 novembre 1942)
L’ebreo non dimentica che noi tedeschi abbiamo osato mostrando ai popoli e al mondo nel suo nudo squallore, che noi abbiamo proclamato: guardate questi nasi adunchi, guardate questi piedi piatti, guardate queste creature inferiori, guardate questa bassezza, guardate come vi sfruttano, guardate come vogliono sottomettervi.” (Robert Ley, Troisdorf 10 novembre 1942)

Provate a trovare la differenza (un pò sullo stile di Aguzzate la vista de La Settimana Enigmistica) con queste altre frasi:

E’ la dimostrazione che siamo nell’Euro-Arabia, l’Europa oggi si è calata i pantaloni (Mario Borghezio, Bruxelles, 11 settembre 2007, in seguito al suo fermo per manifestazione non autorizzata chiamata “Stop the Islamization of Europe”)

“…e gli islamici li rimanderemo tutti a casa a pedate nel culo, con quelle loro palandrane del cazzo..” (Mario Borghezio, Milano, alcuni anni fa, immortalato dalle TV e più volte trasmesso a Blob - Raitre)

“Metto personalmente fin da subito a disposizione del comitato contro la moschea [di Bologna] sia me stesso che il mio maiale per una passeggiata sul terreno dove si vorrebbe costruire la moschea[...] [a Lodi] la fatidica moschea non è mai stata realizzata in quanto il terreno, dopo la passeggiata del mio maiale fu considerato infetto e pertanto non più utilizzabile [...] Visto che dalle nostre parti c’è ne piena l’aria potremo organizzare in futuro il maiale-day ovvero concorsi e mostre per i maiali da passeggiata più belli da tenersi nei luoghi dove chiunque pensi di edificare non un centro di culto ma il potenziale centro di raccolta di una cellula terroristica” (Roberto Calderoli, 13 settembre 2007)

“Alla “Circolare-Amato” con cui si istituzionalizza la libera entrata per tutti gli extracomunitari, con un visto per turismo o studio da rilasciarsi su semplice autocertificazione, noi padani dobbiamo rispondere con la stessa determinazione con cui i Corsi o i Baschi difendono la loro identità. Questa normativa colloca l’Italia fuori dallo Spazio Giuridico europeo aprendo un varco spaventoso all’entrata dei clandestini in Europa. Una simile decisione non può avere altra “ratio” se non quella di aumentare a dismisura la presenza nel paese di extracomunitari a cui dare il voto. Siamo di fronte ad un duplice crimine: il genocidio della nostra identità culturale ed un golpe politico attuato modificando artatamente la composizione dell’elettorato. Contro un simile progetto, i patrioti padani non possono e non devono più restare con le mani in mano. Il governo romano è avvisato in Padania i loro amici clandestini, non li vogliamo, non li accettiamo, non li accogliamo, non li tolleriamo”. (Mario Borghezio, 24 luglio 2007)

“[...] si sta verificando uno sradicamento del nostro sistema di valori. C’è una vera e propria invasione culturale da parte di chi entra in Italia e non vuole rispettare i nostri principi.” (Roberto Maroni, 24 luglio 2007)

” Con la bocciatura della mozione numero 13, quella a firma di Calderoli, D’Alema dà l’ennesimo schiaffo alle radici giudaico-cristiane dell’Europa” (Roberto Castelli, Massimo Polledri, Piergiorgio Stiffoni, Paolo Franco, Sergio Divina, Roberto Calderoli, 24 luglio 2007)

“gli imam e le moschee con la religione spesso non c’entrano proprio nulla e che questi luoghi vengono invece utilizzati come punti di aggregazioni per potenziali cellule eversive. Pertanto, non essendo oggi in grado di verificare dove sta il bambino e dove sta l’acqua sporca, non resta che chiudere tutte le moschee e riaprile solo dopo accurate indagini e approfondimenti.” (Roberto Calderoli, 22 luglio 2007)

Sono solo alcuni esempi, sia chiaro.

Proviamo a fare un gioco: sostituire la parola ebrei con la parola musulmani (o silamici che dir si voglia). Il risultato finale è lo stesso. E poco importa che si distruggano le sinagoghe o che si impedisca in ogni modo di edificare moschee. Il concetto base è identico. Se poi si utilizza come humus fertile di queste deliranti idee il concetto di razza (padana o ariana poco importa) il cerchio è chiuso.

Riconciliazione o cancellazione del proprio passato?

La Giunta comunale di Milano ha deliberato che nel sacrario di largo Gemelli (dietro a S. Ambrogio) vengano riposti i resti sia di partigiani sia di militanti della RSI. “E’ momento di riconciliazione nazionale”: così ha detto l’assessore Stefano Pillitteri.

Una riconciliazione così profondamente sentita che gli assessori di AN si sono poi opposti alla sepoltura del partigiano Giovanni Pesce nel Famedio del Monumentale (la delibera e’ comunque passata).

Bello parlare di riconciliazione se poi si continua a non volere ammettere il proprio errore, il proprio essere stati dalla parte di una dittatura alleata con un regime criminale ed essersi resi complici dei crimini commessi (basta documentarsi un pò su quel che fecero le Brigate Nere, su cosa accadeva a Milano in via Rovello…). Questa non è riconciliazione ma semplicemente un colpo di spugna sulla Storia per rifarsi la verginita’.

E i morti come tali saranno anche tutti uguali, ma non è uguale la loro storia come uomini. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare di mettere sullo stesso piano i morti uccisi dalla mafia e i mafiosi deceduti, tanto per fare un esempio.
Non mi sta bene il discorso “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”.

Se penso che gia’ nel primo dopoguerra Nuto Revelli (un liberale, non certo un comunista…) parlava di resistenza tradita…

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