Kiev 4
Nuovo arrivo fotografico: una Kiev 4, copia russa della Contax III.
Ho scattato un primo rullino, stasera dovrei andare a ritirare lo sviluppo, vediamo che ne esce fuori. A occhio forse e’ necessario il riallineamento del telemetro. In Kiev Survival Guide ho trovato come fare, anche se spero non sia necessario.
Zorki Ia
Sto provando in questi giorni una vecchia Zorki Ia (una copia sovietica di un’altra macchina sovietica, la Fed, a sua volta copia della Leica II) equipaggiata con un Industar 50 mm f/3.5 collassabile.
Devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, a parte il telemetro dalla visibilità un pò scarsa e dal dover spostare l’occhio dal mirino telemetrico a quello dell’inquadratura e all’otturatore decisamente rumoroso. La macchina si tiene bene in mano, la presa è salda e la qualità ottica dell’obiettivo è tutt’altro che malvagia, come da esempio allegato, soprattutto dal punto di vista della nitidezza. Ovvero come ottiche di decenni fa possono ancora dire la loro…
Alla scansione NON ho applicato maschera di contrasto, ho solo aggiustato i livelli colore. Direi che in quanto a nitidezza a f/11 (diaframma di scatto) l’ottica lavori piu’ che bene.
Usare le Contax in completo automatismo con ottiche non-MM
I corpi Contax a pellicola, mi pare dalla 159 in poi, possono essere utilizzati in completo automatismo (e non solo a priorità di diaframmi) con le ottiche Zeiss MM (Multi Mode).
E’ tuttavia possibile utilizzarle anche con ottiche Zeiss non MM e pure con le ottiche Yashica con una piccolissima modifica che non altera estetica e funzionamento della macchina.
L’esempio qui sotto è fatto con la Contax 167 MT (macchina che possiedo) e non dovrebbe variare anche per gli altri corpi predisposti per le ottiche MM
.
Si tratta semplicemente di spostare con un oggetto appuntito (es. cacciavite) la levetta che si trova alla sinistra del bocchettone porta ottiche e nello spazio che si crea infilarvi una piccola zeppa sagomata in un materiale robusto (es. plastica) in modo da lasciare questo interruttore sempre attivato (vedi foto per la posizione della levetta, indicata dall a linea di colore viola, foto tratta dal manuale della Contax 167 MT)
Nell’uso pratico sarà possibile attivare grazie a questa modifica i programmi TV, Program, Program High e Program Low agendo sui tasti predisposti (consultare il manuale). Contemporaneamente e’ NECESSARIO ricordarsi di portare il diaframma dell’ottica alla massima chiusura prima di effettuare la misurazione esposimetrica e di conseguenza la foto, operazione che va fatta comunque anche sulle ottiche MM sulle quali il diaframma minimo è evidenziato in verde proprio per questa funzione.
Naturalmente declino ogni responsabilità per danni eventualmente causati dall’uso di questo piccolo trucchetto
Il futuro della fotografia è digitale
Ieri a Castel San Giovanni ho deciso di darmi al digitale spinto. Dove per digitale si intende una foto scattata in punta di dito.
Senza esposimetri, messa a fuoco a stima.
E sono tornato a casa con una Zeiss Ikon Ikonta 521, ottica Novar Anastigmat f/3.5, otturatore Compur con tempo massimo di 1/300, blocco contro le doppie esposizioni, autoscatto e sincro flash, formato pellicola 6×4,5, prodotta approssimativamente tra il 1949 e il 1956. Condizioni pressoché identiche al nuovo.
E poi ci ho aggiunto qualcosa di piu’ evoluto: una TLR Yashica Mat 124 G.
Alla faccia del digitale e dei suoi bit.
Castel San Giovanni
Domenica vado alla Photo90, sperando di tornare a casa con qualcosa di decente in medio formato. Il budget non e’ abbondante (il mutuo, la televisione che si è rotta ed altre spese incombono) ma confido di trovare qualcosa: magari una Yashica Mat 124, o una Rolleicord V, o chissa’, una botta di fortuna per una Zenza Bronica (Comica)/Mamiya/Pentax ad un buon prezzo. Anche se di illusioni non me ne faccio, vista l’abitudine italiana di tenere prezzi assurdi sull’usato (bnasta fare un po’ il confroto tra ebay italiana ed ebay tedesca)
Rolling balls
Ieri sera mi e’ caduta per terra una delle due spirali per lo sviluppo mentre le stavo preparando sul tavolo.
Vabbe’, la raccolgo e carico prima una poi l’altra nell’oscurita’ totale, ma mi accorgo che sulla seconda non si riesce a caricare la pellicola (gia’ estratta interamente dal caricatore) fortunatamente al secondo tentativo (e dopo una sudata terrificante, causa caldo ma anche nervoso) riesco a spingere a mano la pellicola dentro e a caricarla.
Sviluppo e quando metto ad asciugare le pellicole mi accorgo che manca una delle due palline che bloccano la pellicola e permettono di farla avanzare quando si manovra la spirale.
finito tutto vado a cercarle in stanza: trovo pallina e fermo di plastica (che era saltato via nella caduta) e riesco a risistemare la spirale… mi sono risparmiato il riacquisto di una spirale che avevo
gia’ messo in preventivo…
Morale: le palline quando cascano per terra poi si fermano da qualche parte.
Il flickr’iano medio
Il flickr’iano medio mette le sue foto su flickr.com per farle vedere agli altri.
Il flickr’iano medio si aspetta commenti che dicano “ma quant’e’ bella la tua foto” anche se e’ storta, esposta male e magari pure insignificante. E li trova.
Poi un giorno il flickr’iano medio trova un commento di uno screanzato qualsiasi che osa criticare (a ragion veduta e pure riprendendo cio’ che l’autore ovvero il flickr’iano medio ha detto della propria foto) una sua foto nel pool che lui ha creato (comunque lo screanzato qualsiasi contribuisce attivamente a quel pool, per cui non e’ proprio un extraterrestre…). Risultato: il flickr’iano medio s’incazza. Poi cancella il commento dello screanzato di turno, poi gli scrive una flickr mail in tono seccato.
Mi domando che senso abbia far vedere le foto ad altri, a questo punto. Forse meglio tenerle nel cassetto se non si accetta altro che un “bella foto”.
Curiosità ed amenità
Ieri sera sviluppando un rullino di Maco UP 25 ho scoperto che in realta’ si tratta di Efke KB25 alla quale è stata apposta l’etichetta Maco sul caricatore (le marcature della pellicola sono quelle originali).
Sempre ieri con un pezzettino di plastica ho adattato la mia Contax 167 MT all’uso in modalità Program con qualsiasi tipo di lente, non necessariamente con le Contax Zeiss MM. Ora posso usare (se ne ho voglia, ma preferisco sempre fotografare in manuale) tutti i programmi automatici, non solo quello a priorità di diaframmi anche con le lenti Yashica.
Nuovi arrivi in famiglia…
Domenica sono stato a Castel San Giovanni, per il tradizionale mercatino di scambio di materiale fotografico.
Partito con l’idea di cercare degli accessori (filtri e flash) sono tornato invece a casa con:
corpo Contax 167 MT
obiettivi Zeiss Planar 50 mm f/1.7, Yashica ML 28 mm f/2.8 e Yashica ML 135 mm f/2.8
oltre a qualche filtro.
Sarà meglio non tornarci…
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