Archive for the 'Milano fa male' Category

Milano scheda da anni

Riprendo dal blog di Luciano Muhlbauer, con una punta di vergogna per avere amministratori simili.

ROM: POLIZIA MUNICIPALE DI MILANO PRATICA SCHEDATURA ETNICA DA ANNI
di lucmu (del 04/07/2008, in Migranti&Razzismo, linkato 26 volte)
La schedatura etnica dei rom, con o senza impronte digitali, è stata imposta ai Prefetti di Milano, Roma e Napoli dalle tre ordinanze governative gemelle di fine maggio. E questo è risaputo. Ma quello che non si sa è che il Comune di Milano, come spesso accade in questo campo, aveva largamente anticipato i tempi, realizzando un censimento etnico già negli anni scorsi e senza neppure attendere coperture normative.
Questo è quanto emerge da una fascicolo di 116 pagine del Nucleo Problemi del Territorio della Polizia Municipale di Milano, che raccoglie i risultati del lavoro di censimento effettuato tra l’ottobre 2006 e il dicembre 2007. Un’indagine molto dettagliata, composta da schede relative a 12 campi autorizzati, 4 “campi non autorizzati ma consolidati”, 13 insediamenti abusivi e persino a 9 insediamenti di “nomadi giostrai”.
Se si trattasse di un semplice censimento delle baraccopoli esistenti a Milano sarebbe senz’altro un’operazione lodevole e utile, ma purtroppo c’è ben altro. Colpisce, infatti, la meticolosità con la quale le singole schede classificano etnicamente gli abitanti degli insediamenti, soprattutto di quelli regolari e semi-regolari. E così, sotto la voce “nazionalità” non troviamo semplicemente l’indicazione della cittadinanza delle persone rilevate, che a volte persino manca, bensì l’appartenenza a un gruppo o sottogruppo zingaro.
Ma facciamo degli esempi concreti. La scheda relativa al campo autorizzato di via Bonfadini rileva la presenza di 25 famiglie per un totale di 127 persone, di cui 40 frequentano la scuola elementare e media. E sotto la voce “nazionalità” indica testualmente: “Sinti Abruzzesi (Lombardi) Rom Harvati”. Quella relativa al campo autorizzato di via Idro registra 30 famiglie per un totale di 120 persone, di cui 27 sono iscritte alla scuola dell’obbligo, e come nazionalità indica “Sinti italiani (Lombardia Veneto Friuli) Rom Harvati (Croazia)”.
Tuttavia, per capire fino in fondo il concetto di “nazionalità” impiegato dagli uomini del vicesindaco De Corato occorre andare alle prime pagine del fascicolo, dove con piglio etnografico vengono enumerati i gruppi zingari “di più antica immigrazione” e “di immigrazione più recente” presenti sul territorio. Tra i primi troviamo ad esempio i “rom abruzzesi e molisani” e si sottolinea che sono giunti nell’odierna Italia nel lontano 1392. Cioè, 600 anni fa e secoli prima che si formasse lo Stato italiano. Eppure, la Polizia Locale milanese li considera ancora immigrati, sebbene di antica data, e pertanto non li ritiene degni della semplice dizione “cittadini italiani”!
Insomma, date le informazioni molto dettagliate contenute nelle singole schede, che peraltro comprendono altresì le intestazioni delle utenze di gas ed elettricità o la presenza di animali, è evidente che la Polizia Locale sia da tempo in possesso di una banca dati separata e specifica che classifica delle persone, di cittadinanza italiana e non, su base etnica. E ciò non è semplicemente un fatto di inaudita gravità dal punto di vista morale e civile, ma soprattutto illegale.
Post Scriptum: Il Prefetto di Milano, Lombardi, aveva iniziato le operazioni di “censimento” dei “nomadi” nel campo autorizzato di via Impastato, perché non si sapeva bene chi e in quanti ci vivessero. Decine di persone di ogni età, tutte di cittadinanza italiana e tutte iscritte all’anagrafe, furono messe in fila alle 5.30 del mattino da una settantina di agenti delle forze dell’ordine. Furono fotografate le loro carte d’identità, rilasciate dal Comune di Milano, e fu finalmente stabilito che erano in 33. Bene, ora prendete la scheda relativa a via Impastato nel rapporto della Polizia Locale 2007 e leggerete il seguente numero: 33. Insomma, le istituzioni non hanno saputo nulla che non sapessero già, ma in cambio si sono raccontate un sacco di frottole all’opinione pubblica e, soprattutto, 33 persone, colpevoli unicamente di essere zingari, sono state umiliate e messe alla gogna.

Comunicato stampa di Luciano Muhlbauer

ATM et circenses

Comunicato stampa ATM

DOMENICA LE NEWS SU SPAGNA-ITALIA IN DIRETTA NEL METRO’ E SULLE PENSILINE

Dall’ATM un servizio in più per i tanti milanesi e turisti costretti da esigenze di mobilità a rinunciare all’incontro di calcio. Domenica prossima, in occasione di Spagna-Italia, sulle oltre 5000 paline e pensiline elettroniche che danno informazioni sul tempo di arrivo di bus, tram e filobus e le news sulla regolarità del servizio, comparirà anche una minicronaca dell’incontro di calcio. Per chi viaggia sui bus, autisti compresi, la garanzia del sistema di diffusione audio che ogni 10’ manderà un audio-messaggio di aggiornamento.

Anche sottoterra si viaggerà informati. Con la frequenza di un annuncio ogni 10’ la “voce dell’ATM” entrerà in tutte le 88 stazioni delle tre linee metropolitane con la cronaca dell’incontro: sessanta secondi di riepilogo di ciò che accade sul terreno di gioco e la speranza di un’edizione straordinaria per dare buone notizie. Anche i tanti dipendenti ATM: autisti, addetti di stazione, macchinisti, operai e tecnici, costretti al lavoro dai turni, avranno la possibilità di seguire le sorti della squadra azzurra senza ricorrere a costosi espedienti di comunicazione come i telefonini.

L’attività verrà gestita dal “Servizio Infomobilità” in collaborazione con le sale operative di superficie e delle metropolitane.

Sarà, ma ormai ritengo che la nostra “civiltà” sia veramente allo sfascio completo…

Germania 1933 o Italia 2008?

Un emendamento dei relatori al decreto sicurezza punta a togliere dalle strade le prostitute che inserisce nell’elenco delle “persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità”.
La proposta che viene dai relatori del decreto -i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, Berselli e Vizzini -prevede che la categoria delle prostitute venga inserita accanto a quella di oziosi, vagabondi, delinquenti abituali, sfruttatori di prostitute e minori e spacciatori.

Da televideo.rai.it

Milano: inizia la schedatura dei rom
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina (oggi ndr), presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzecchi).

Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza” di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani” in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei “campi del Duce” di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.

“RICORDARE PER NON DIMENTICARE”
Sono passati sessant’anni ,ma le preoccupazioni,la percezione del pericolo. I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI. E’agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.

NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (VERGOGNA)… Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi… voci dal silenzio…
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l’internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)… mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino… VERGOGNA

MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO…
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia, di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani…

Milano, 05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi (Rom - medaglia d’oro al valor civico) - segreteria(AT)operanomadimilano.org

Da Mahalla

Alla fine ce l’hanno fatta…

Quello che nella DIA era dichiarato come ristrutturazione di fabbricato esistente e costruzione di autorimesse e laboratori poi divenne nella realta’ una demolizione totale ed una edificazione di villette a schiera.
Un consigliere comunale dei Verdi riusci’ a bloccare i lavori presentando un esposto, mentre il comune se ne stava bellametne zitto.
Ad un anno di distanza, come pubblicato da “Il Diciotto”, il comune ha autorizzato la modifica della DIA e la costruzione in regime di sanatoria delle villette a schiera proprio di fronte alla cava Cabassi del parco delle Cave. E tutto cio’ nonostante il cantiere si trovi a meno di 10 metri da un fontanile, in piena violazione di un regio decreto legge dei primi anni del ‘900 ancora in vigore.

Ormai il precedente e’ stato creato, e il parco delle cave, almeno per la zona rimessa a posto, e’ di grande appetibilita’ per speculatori edilizi e palazzinari che potranno costruire e vendere a prezzi piu’ elevati.
Con buona pace del parco delle Cave.
Perche’ a Milano gli immobiliaristi devono averla sempre vinta?

Caduti per la democrazia e la libertà

Ieri a Milano sono stati commemorati i caduti nella guerra dell’operazione Barbarossa, ovvero l’invasione italo-tedesca del suolo sovietico nell’ultima guerra mondiale.

L’ineffabile vicesindaco di Milano, De Corato, ha detto che “i caduti in Russia sono morti per la liberta’ e la democrazia”. Per carita’, massimo rispetto per ragazzi che sono stati mandati (e
loro molto probabilmente non ci volevano andare…) a morire come mosche in situazioni ambientali estreme, male armati e peggio equipaggiati. Ma inventarsi che siamo “morti per la liberta’ e la democrazia” i componenti di una missione militare di aggressione ed invasione di un paese straniero (che non aveva aggredito l’Italia), al fianco di un alleato come quello nazista, protagonista di crimini efferati sul suolo invaso, inviati oltretutto da una dittatura, mi pare decisamente troppo…

Oltretutto queste frasi vengono fuori da personaggi che vorrebbero seppellire insieme nello stesso sacrario partigiani e militi della RSI, che non presenziano alle cerimonie ufficiali come quella del 2 novembre al campo della gloria del cimitero Maggiore di Milano in ricordo dei caduti della resistenza, e neppure alla manifestazione della giornata della memoria. A queste ultime due ha presenziato solo il presidente del consiglio comunale: della giunta milanese non c’era nessuno.

Siamo alle solite

L’ineffabile sindachessa Moratti ne ha fatta un’altra delle sue.

Il primo novembre ha disertato la commemorazione dei partigiani milanesi uccisi al Campo della Gloria presso il cimitero di Musocco.

La scusa è stata: “tanto c’era il presidente del consiglio comunale”.

Il giorno dopo si è recata sul luogo in forma privata, e dopo questa visita ha proseguito per il campo 10, dove sono sepolti i repubblichini. Alla fine la solita tiritera sulla riconciliazione mancata in Italia ma compiuta all’estero.

Ma che riconciliazione si può fare con gente che, contemporaneamente alla commemorazione del giorno prima al Campo della Gloria, stava al Campo 10 vestita in camicia nera, salutando romanamente e urlando slogan fascisti?

E poi il fatto che si sia compiuta all’estero e’ tutta da dimostrare. Certo in Germania ci sono stati i tribunali di denazificazione, con poche luci e molte ombre, (ma in Italia i tribunali di defascistizzazione sono clamorosamente mancati, tanto che ancora a fine anni ‘60, se non negli anni ‘70, in numerose strutture dello stato erano ancora presenti uomini del fascio: pensiamo ad esempio al questore di Milano Marcello Guida, uno fra i depistatori sulle indagini sulla Strage di Piazza Fontana, ai tempi del fascio direttore del confino di Ventotene; in Italia c’e’ stata l’amnistia firmata da Togliatti, amnistia che purtroppo ha fatto rima con amnesia. Una riconciliazione può esserci solo quando chi sbaglia ammette il proprio errore: continuare ad esaltare il ventennio e la RSI filonazista mi pare che invece sia perseverare nell’errore.

Venti milioni di euro

Venti milioni di euro è lo sproposito che la Milano pacchiana e megalomane vorrebbe spendere per la festa di inaugurazione dell’Expo 2015, qualora le venisse assegnata l’organizzazione.

Venti milioni di euro: se penso a quel che succede alla scuola materna (pardon, dell’infanzia) dove va mia figlia, dove adesso oltre ai fazzolettini di carta, alle bottigliette d’acqua e alla carta igienica chi hanno chiesto pure i fogli di carta per far disegnare i bambini mi girano un tantinello le scatole. L’anno scorso avevano tre insegnanti che si davano il cambio nella giornata. Quest’anno ne hanno solo due, con un jolly che ruota in tutte le cinque classi della scuola. E basta che uno degli insegnanti stia a casa malato che l’attivita’ diattica si riduce, con uscita alle 14. E, ciliegina sulla torta, per la terza volta nel mese di ottobre, oggi la mensa non fornisce i pasti causa sciopero.

Che si fottano, loro e l’Expo.

Riconciliazione o cancellazione del proprio passato?

La Giunta comunale di Milano ha deliberato che nel sacrario di largo Gemelli (dietro a S. Ambrogio) vengano riposti i resti sia di partigiani sia di militanti della RSI. “E’ momento di riconciliazione nazionale”: così ha detto l’assessore Stefano Pillitteri.

Una riconciliazione così profondamente sentita che gli assessori di AN si sono poi opposti alla sepoltura del partigiano Giovanni Pesce nel Famedio del Monumentale (la delibera e’ comunque passata).

Bello parlare di riconciliazione se poi si continua a non volere ammettere il proprio errore, il proprio essere stati dalla parte di una dittatura alleata con un regime criminale ed essersi resi complici dei crimini commessi (basta documentarsi un pò su quel che fecero le Brigate Nere, su cosa accadeva a Milano in via Rovello…). Questa non è riconciliazione ma semplicemente un colpo di spugna sulla Storia per rifarsi la verginita’.

E i morti come tali saranno anche tutti uguali, ma non è uguale la loro storia come uomini. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare di mettere sullo stesso piano i morti uccisi dalla mafia e i mafiosi deceduti, tanto per fare un esempio.
Non mi sta bene il discorso “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”.

Se penso che gia’ nel primo dopoguerra Nuto Revelli (un liberale, non certo un comunista…) parlava di resistenza tradita…

La matematica a Milano è un’opinione

Il quadruplicamento  era un punto cruciale per programmare un incremento del numero dei treni. Entro il 2009, con una spesa di oltre 700 milioni di euro arriveranno 78 nuovi convogli: in questo modo i due terzi dei nostri treni avrà meno di dieci anni di vita [...] Quest’opera era un elemento qualificante del programma che avevamo lanciato già dall’anno successivo alla mia elezione a presidente: da allora ci siamo sforzati di cambiare il volto delle Nord. E stiamo conseguendo con ciò un ideale e un obiettivo politico preciso.

Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigon, sull’inaugurazione dei due nuovi binari ferroviari che collegano le stazioni di Cadorna e Bovisa delle Ferrovie Nord Milano ed affiancano i due gà esistenti.

Facciamo un breve calcolo: ci sono due binari, essi vengono quadruplicati. Quindi in totale dovrebbero diventare otto. Invece sono solo quattro: come mai?

I casi sono tre:

1) sono stati contati singolarmente anziche’ a coppie (due binari singoli fanno un binario sul quale puo’ marciare un treno, otto binari ne fanno quindi quattro)

2) si sbagliano volontariamente i conti per far sembrare la cosa più grande di quel che è e magari pure gloriandosene

3) lin Italia abbiamo politici ed amministratori completamente ignoranti in matematica tanto da non sapere la differenza tra raddoppio e quadruplicamento.

A chi legge la scelta.

Milano, una città senza memoria

Cancellare la memoria, probabilmente per riscrivere la storia a proprio uso e consumo. E’ quello che succede da anni a Milano.

Prima l’assenza delle autorità alle celebrazioni del 25 aprile, con la contemporanea presenza del sindaco sulle tombe dei morti di Salò.  E lo stesso avveniva anche nelle commemorazioni dei caduti della resistenza nei quartieri periferici, come a non voler ricordare un passato che dava fastidio.

Poi la lapide a Pinelli, asportata da personale del comune all’una di notte, come dei ladri.

Infine il murale a ricordo di Dax, ucciso da fascisti, cancellato, o meglio distrutto, nella giornata di ieri da personale della nettezza urbana sotto gli occhi delle telecamere (probabilmente mandate a bella posta).

Questa Milano mi fa vomitare.

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