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Riconciliazione o cancellazione del proprio passato?

La Giunta comunale di Milano ha deliberato che nel sacrario di largo Gemelli (dietro a S. Ambrogio) vengano riposti i resti sia di partigiani sia di militanti della RSI. “E’ momento di riconciliazione nazionale”: così ha detto l’assessore Stefano Pillitteri.

Una riconciliazione così profondamente sentita che gli assessori di AN si sono poi opposti alla sepoltura del partigiano Giovanni Pesce nel Famedio del Monumentale (la delibera e’ comunque passata).

Bello parlare di riconciliazione se poi si continua a non volere ammettere il proprio errore, il proprio essere stati dalla parte di una dittatura alleata con un regime criminale ed essersi resi complici dei crimini commessi (basta documentarsi un pò su quel che fecero le Brigate Nere, su cosa accadeva a Milano in via Rovello…). Questa non è riconciliazione ma semplicemente un colpo di spugna sulla Storia per rifarsi la verginita’.

E i morti come tali saranno anche tutti uguali, ma non è uguale la loro storia come uomini. Altrimenti qualcuno potrebbe pensare di mettere sullo stesso piano i morti uccisi dalla mafia e i mafiosi deceduti, tanto per fare un esempio.
Non mi sta bene il discorso “chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scordiamoci il passato”.

Se penso che gia’ nel primo dopoguerra Nuto Revelli (un liberale, non certo un comunista…) parlava di resistenza tradita…

Italia fascista

“Quelli puzzano”
“Non ci impietosiscono i bambini”
“P……..comunista”
“Fuori dai coglioni froci di m…”
“Non ci impietosiscono, se ti piacciono portali a casa tua”.
“Io lavoro!!!!”
“Vuncion porti via da ca mia, quèsta l’è ca mia, io canto nel coro domenica alla messa”,
“ci vuole quello con i baffetti”
“ho no laurà tuta una vita par po viv cui singur”
“stanot ai carghi in sal tratur e po tro tut in dal Po”
“In Italia questi non li vogliamo”.
per finire alle invocazioni di camere a gas e forni crematori, pungolati da vicesindaci e consiglieri regionali. Soino citazioni raccolte in vari punti della provincia pavese toccati dal “reinsediamento”
dei rom sgomberati dall’ex Snia di Pavia e prese dall’ottimo blog http://www.circolopasolini.splinder.com

Amato, ministro dell’interno,  salta fuori che ci vuole il pugno duro con graffitari e lavavetri importuni “per impedire una deriva fascista”

Forse non si e’ accorto che l’italia e’ una paese gia’ di suo fascista, senza bisogno di alcuna deriva ne’ di una sinistra che gioca a fare la destra per raccattare consensi. L’Italia è fascista quanto la mentalita’ piccolo borghese che pervade anche poveracci (illusi di essersi un poco arricchiti) che si lasciano pilotare in una guerra contro altri poveracci.

Del resto è bello, facile e comodo  scatenare guerre contro graffitari (imbrattano i muri) e lavavetri (importunano): in compenso gli amministratori sono tutti impegnati a riempire le citta’, muri e mezzi pubblici di graffiti stampati a scopo pubblicitario e se ad importunarti sono societa’ telefoniche, tv, mobilifici o chiunque altro voglia venderti qualcosa non c’e’ nulla da eccepire (in due settimane quei rompic… di teledue mi hanno chiamato due volte, per non parlare di quelli di sky, tra telefono e supermercati che sono letteralmente una piaga: buttare nel cesso 500 euro l’anno per rincoglionirsi davanti alla tv lo trovo un comportamento demenziale). Già, ci sono i soldi di mezzo…

Poi al tg2 ti intervistano il gladiatore cossiga: “perche’ gli italiani non si sentono tali?” Mia risposta alla tv (mi capita spesso di provare a dire la mia al teleschermo…): perche’ ad aver avuto lui come presidente c’e’ solo da vergognarsi di essere italiani. Personalmente mi vergogno di abitare in una nazione razzista e fascista (del resto anche Giorgio Bocca se ne e’ accorto, come disse a Fabio Fazio facendolo sbiancare in volto).