Lo scrondo gli mena a tutti!

Lo Scrondo, disgustoso ma satirico personaggio fumettistico (parto della fantasia di Massimo Disegni e Stefano Caviglia sulle colonne di Tuttifrutti, rivista musicale di fine anni ‘70), ora fa l’amministratore locale.
Lo Scrondo promette mazzate a destra e manca all’urlo “Lo Scrondo gli mena a tutti!”.
Lo Scrondo vuole sloggiare gli zingari e gli immigrati clandestini.
Lo Scrondo vuole cacciare i lavavetri e i questuanti.
Lo Scrondo vuole che polizia, carabinieri, finanza, vigili urbani, netturbini, forestali e boyscouts (no, gli ultimi tre no) affidare, sotto il coordinamento del prefetto o di un suo delegato, singole aree della città al controllo congiunto di Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di finanza, Polizia Municipale, e naturalmente di Asl e direzione provinciale del Lavoro, organismi già preposti a tale compito per contrastare gli infortuni sul lavoro.
Lo Scrondo è contento e plaude all’iniziativa di mandare i militari nelle città con compiti di ordine pubblico, perche’ polizia e carabinieri non bastano.

Ma se non bastano per l’ordine pubblico (a suo dire), perché li vuole usare anche per altro?
Evidentemente allo Scrondo piace dare aria alla sua bocca. E tanto gli italiani e i suoi concittadini che solerte lui amministra sono completamente rimbambiti dall’orgia calcistica europea da non accorgersi delle sue stravaccate.

Ora tocca ai lettori indovinare chi si cela sotto la maschera dello Scrondo.

Germania 1933 o Italia 2008?

Un emendamento dei relatori al decreto sicurezza punta a togliere dalle strade le prostitute che inserisce nell’elenco delle “persone pericolose per la sicurezza e la pubblica moralità”.
La proposta che viene dai relatori del decreto -i presidenti delle commissioni Giustizia e Affari Costituzionali del Senato, Berselli e Vizzini -prevede che la categoria delle prostitute venga inserita accanto a quella di oziosi, vagabondi, delinquenti abituali, sfruttatori di prostitute e minori e spacciatori.

Da televideo.rai.it

Milano: inizia la schedatura dei rom
Prossimo intervento differenziale per cittadini Italiani (censimento fotografico e schedatura-Polizia), domani mattina (oggi ndr), presso il campo comunale di via Impastato a Milano (famiglie Bezzecchi).

Sono passati sessant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali e dalla pubblicazione della rivista “La difesa della razza” di Guido Landra e dei primi rastrellamenti che sfociarono dopo un breve periodo di tempo in un ordine esplicito di “internamento degli zingari italiani” in campi di concentramento (Circ.Bocchini 27/04/41), quei “campi del Duce” di cui in Italia si è preferito perdere la memoria.

“RICORDARE PER NON DIMENTICARE”
Sono passati sessant’anni ,ma le preoccupazioni,la percezione del pericolo. I PROVVEDIMENTI PUBBLICI SONO GLI STESSI DI OGGI. E’agghiacciante quello che sta avvenendo oggi sotto i nostri occhi, a Milano. Rimanere in SILENZIO oggi vuol dire essere responsabili dei disastri di domani.

NESSUNA collaborazione di Enti o Associazioni è giustificata (VERGOGNA)… Mi appello alla società civile, chiedo un sostegno per le comunità di rom e sinti Milanesi… voci dal silenzio…
Ricordo che domani sarà schedato anche mio padre, CITTADINO ITALIANO, che ha patito la persecuzione nazifascista con l’internamento in campo concentrazionale italiano (Tossicia)… mio nonno deportato a Birkenau e uscito dal camino… VERGOGNA

MI VERGOGNO, IN QUESTO MOMENTO, DI ESSERE CITTADINO ITALIANO E CRISTIANO…
Chiedo in questo momento tragico per la democrazia e la cultura a Milano ed in Italia, di URLARE il proprio dissenso per questa politica razzista, incivile e becera.
RICORDO E NON DIMENTICO che oggi siamo noi e domani…

Milano, 05/06/2008
Rag. Giorgio Bezzecchi (Rom - medaglia d’oro al valor civico) - segreteria(AT)operanomadimilano.org

Da Mahalla

La Kiev funziona…

Uno scatto di prova con la Kiev 4.
La macchina non ha assolutamente problemi (a parte l’esposimetro che non funziona, ma pretendere che un esposimentro al CdS del 1959 funzioni ancora adesso e’ un pò assurdo), il telemetro è a posto.
Pronti, via!

Kiev 4

Nuovo arrivo fotografico: una Kiev 4, copia russa della Contax III.
Ho scattato un primo rullino, stasera dovrei andare a ritirare lo sviluppo, vediamo che ne esce fuori. A occhio forse e’ necessario il riallineamento del telemetro. In Kiev Survival Guide ho trovato come fare, anche se spero non sia necessario.

Io amo il 25 aprile

Amo il 25 aprile perché è una vera festa di popolo.
E’ la festa di chi ha lasciato da parte la propria appartenenza politica per unirsi (salvo purtroppo alcuni casi schifosi) per cacciare un regime liberticida ed un occupante criminale.
E’ la giornata che ricorda la primavera di libertà del 1945.
E’ un giorno che amo.

Zorki Ia

Sto provando in questi giorni una vecchia Zorki Ia (una copia sovietica di un’altra macchina sovietica, la Fed, a sua volta copia della Leica II) equipaggiata con un Industar 50 mm f/3.5 collassabile.
Devo dire che ne sono rimasto piacevolmente sorpreso, a parte il telemetro dalla visibilità un pò scarsa e dal dover spostare l’occhio dal mirino telemetrico a quello dell’inquadratura e all’otturatore decisamente rumoroso. La macchina si tiene bene in mano, la presa è salda e la qualità ottica dell’obiettivo è tutt’altro che malvagia, come da esempio allegato, soprattutto dal punto di vista della nitidezza. Ovvero come ottiche di decenni fa possono ancora dire la loro…
Alla scansione NON ho applicato maschera di contrasto, ho solo aggiustato i livelli colore. Direi che in quanto a nitidezza a f/11 (diaframma di scatto) l’ottica lavori piu’ che bene.

Dedicato a tutti coloro…

… che sono morti in montagna e pianura per la libertà. Comunisti, socialisti, cattolici, liberali, azionisti, monarchici ed anarchici: perchè la Resistenza fu un’esperienza condivisa da chi amava la libertà e non ha voluto svendersi agli occupanti tedeschi e ai fascisti.
Dedicato anche a tutti quelli che cercano in un modo o nell’altro di oscurare la Resistenza ed il 25 aprile, di spacciarla come una guerra civile e di mettere sullo stesso piano repubblichini e partigiani. Dedicato ai deputati che vogliono riscrivere la storia per cancellare due anni di riscatto dopo un ventennio liberticida di ignominia.

Domani farò il bamba

Egregio direttore Feltri,

dalla prima pagina del suo giornale di oggi lei dà dei “bamba” (ovvero stupidi, in milanese) a coloro che domani festeggeranno il 25 aprile nelle piazze d’Italia.

Sappia che sono contento di essere un “bamba”, perchè figlio e nipote di persone che hanno preferito usare il proprio cervello e non svendere la propria dignità non piegandosi al fascismo. Mio nonno paterno, operaio socialista, fu pestato a sangue da una squadraccia nel suo paese della cintura milanese perchè rifiutò di rinnegare le sue idee e di prendere la tessera del Partito.

Suo figlio, mio padre, si nascose per non essere arruolato a forza tra i Repubblichini, fiancheggiatori delle troppe di occupazione naziste e spesso correi dei loro atti criminali. E mio padre mutuò dal suo la coerenza, rinunciando negli anni a venire magari a carriera, comodità e lussi per non infangarsi con giri loschi a livello politico.

Certo, per lei saranno dei “bamba” persone così, che si lasciano picchiare pur di non prendere una tessera, che rischiano la fucilazione se scoperti in quanto renitenti, se rinunciano al benessere se ciò porta a dei compromessi con l’onestà e la coerenza.

E per lei, che ai suoi giornali allega libri su Mussolini, saranno sicuramente dei bamba quei ragazzi e quegli uomini che l’9 settembre 1943 hanno lasciato la loro famiglia per i monti, hanno vissuto in semiclandestinità nelle città, sono stati torturati e hanno perso la vita per avere un’Italia libera dalla dittatura fascista.

Per lei Duccio Galimberti, Eugenio Curiel, Giovanni Pesce e tante decine di migliaia come loro sono dei bamba? Per quanto mi riguarda domani sarò in piazza anche per loro, non solo per me.

E preferisco essere un bamba piuttosto che un suo lettore.

Distinti saluti

Verso il 25 aprile

Usare le Contax in completo automatismo con ottiche non-MM

I corpi Contax a pellicola, mi pare dalla 159 in poi, possono essere utilizzati in completo automatismo (e non solo a priorità di diaframmi) con le ottiche Zeiss MM (Multi Mode).

E’ tuttavia possibile utilizzarle anche con ottiche Zeiss non MM e pure con le ottiche Yashica con una piccolissima modifica che non altera estetica e funzionamento della macchina.

L’esempio qui sotto è fatto con la Contax 167 MT (macchina che possiedo) e non dovrebbe variare anche per gli altri corpi predisposti per le ottiche MM
.

Si tratta semplicemente di spostare con un oggetto appuntito (es. cacciavite) la levetta che si trova alla sinistra del bocchettone porta ottiche e nello spazio che si crea infilarvi una piccola zeppa sagomata in un materiale robusto (es. plastica) in modo da lasciare questo interruttore sempre attivato (vedi foto per la posizione della levetta, indicata dall a linea di colore viola, foto tratta dal manuale della Contax 167 MT)

Nell’uso pratico sarà possibile attivare grazie a questa modifica i programmi TV, Program, Program High e Program Low agendo sui tasti predisposti (consultare il manuale). Contemporaneamente e’ NECESSARIO ricordarsi di portare il diaframma dell’ottica alla massima chiusura prima di effettuare la misurazione esposimetrica e di conseguenza la foto, operazione che va fatta comunque anche sulle ottiche MM sulle quali il diaframma minimo è evidenziato in verde proprio per questa funzione.

Naturalmente declino ogni responsabilità per danni eventualmente causati dall’uso di questo piccolo trucchetto :-)

Alla fine ce l’hanno fatta…

Quello che nella DIA era dichiarato come ristrutturazione di fabbricato esistente e costruzione di autorimesse e laboratori poi divenne nella realta’ una demolizione totale ed una edificazione di villette a schiera.
Un consigliere comunale dei Verdi riusci’ a bloccare i lavori presentando un esposto, mentre il comune se ne stava bellametne zitto.
Ad un anno di distanza, come pubblicato da “Il Diciotto”, il comune ha autorizzato la modifica della DIA e la costruzione in regime di sanatoria delle villette a schiera proprio di fronte alla cava Cabassi del parco delle Cave. E tutto cio’ nonostante il cantiere si trovi a meno di 10 metri da un fontanile, in piena violazione di un regio decreto legge dei primi anni del ‘900 ancora in vigore.

Ormai il precedente e’ stato creato, e il parco delle cave, almeno per la zona rimessa a posto, e’ di grande appetibilita’ per speculatori edilizi e palazzinari che potranno costruire e vendere a prezzi piu’ elevati.
Con buona pace del parco delle Cave.
Perche’ a Milano gli immobiliaristi devono averla sempre vinta?

« Pagina PrecedentePagina Successiva »